Comune di Faedis

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LA STORIA

Le origini di Faedis

Alla luce delle attuali conoscenze si può affermare che la presenza umana a Faedis si attesta con sicurezza intorno al 2000 a.C..
Risalgono infatti a questo periodo i resti, frammenti ossei, pezzi di ceramica ecc.., rinvenuti nel 1898 e nel 1959 da due spedizioni del Circolo Speleologico ed Idrologico Friulano presso la grotta "Ciòndar des Paganis" sopra l'abitato di Poiana, al confine tra i comuni di Faedis e di Attimis.
Dai resti rinvenuti si può ipotizzare che le popolazioni che abitavano la zona di Faedis erano dedite all'allevamento.
Al di fuori di questi elementi, non si conosce altro di questo periodo e bisogna arrivare all'occupazione del Friuli da parte di Roma nel 183 a.C. per trovare tracce più consistenti di un'organizzazione umana socialmente più evoluta.
Studiando l'etimologia di alcune parole che indicano luoghi, torrenti e paesi del comune, si trovano tracce anche del passaggio dei Celti, che occuparono il Friuli intorno al 500 a.C..
Queste tracce sono riscontrabili in Grivò, Canal di Grivò, da "Gravone", "Canal de Gravone" nomi molto usati nella Francia meridionale, regione anticamente popolata dai Celti, e anche nella desinenza "is" di Faedis che pur se di origine latina, da "fagetum" bosco di faggi, evidenzia l'influenza dell'antico sostrato della parlata celtica.
Con l'arrivo dei romani in Friuli, si assiste ad una riorganizzazione del territorio che vede interessata anche Faedis.
In località Collevillano, "colle della villa", probabilmente doveva esserci la villa o un piccolo agglomerato di case appartenenti ad un colono romano; infatti in questa zona sono numerosissimi i resti di cocci, anfore, mattoni e nei lavori di sbancamento di un vigneto all'inizio del secolo si trovarono anche le fondamenta di alcune case.  

Nel 1934, quando per ampliare la chiesa parrocchiale fu rimosso il vecchio pavimento, vennero alla luce alcune monete tra cui un sesterzio di Domiziano che fu imperatore dall'81 al 96 d.C.. Faedis probabilmente era un importante punto strategico, collocato sulla "via Cividina" che da Gemona portava a Cividale (di questa strada si trovano tracce, ricoperte di terra e sassi, in località Ca' Bertossi).Di questo periodo presumibilmente è la costruzione di una torre di avvistamento, situata più o meno dove è collocata ora quella del campanile della chiesa (risalente all'epoca dei Cucagna, XIII secolo), che serviva per controllare la valle del Grivò e comunicare, attraverso il sistema delle fortificazioni a specchio, eventuali invasioni da parte dei barbari. Il paese doveva sorgere all'incirca dove si trova adesso, ben distante quindi, come era abitudine, dalla villa del colono. La zona di Collevillano infatti dista poco più di un chilometro dal centro del paese. I romani portarono a Faedis la coltivazione della vite e dell'olivo che ancora oggi sono praticate. A questo periodo alcune fonti fanno risalire anche l'origine dell'abitato di Campeglio. Dopo la caduta di Roma nel 476 d.C., segue fino al 1000 un periodo molto oscuro ed avaro di notizie soprattutto per Faedis. Il Friuli fu continuamente invaso e occupato da diversi popoli, fra cui i Longobardi, che lasciarono traccia del loro passaggio nel nome del colle sul quale sarebbe sorto il Castello di Zucco, il Colle "Rodingerius" che deriva da Roding, parola dell'antico tedesco. Analizzando il fenomeno delle migrazioni slave, che avrebbero portato tali popolazioni ad insediarsi sui monti delle Valli del Natisone e del Torre, si può dedurre che alcune delle frazioni di montagna abbiano origine in questo periodo.

NOTE IMMAGINI - A partire dall'alto:

1. L'ingresso della grotta "Ciondar des Paganis" situata sopra borgo Poiana,dove vennero ritrovati dei frammenti ossei risalenti al 2000 a.C.
2. Resti di una cinta di mura merlate a Faedis. Recintare con mura sia i fondi coltivati, sia soprattutto le abitazioni è una necessità difensiva antica.
3. Due case recintate situate fuori dall'abitato di Ronchis.
4. Alcune delle monete Romane rinvenute durante i lavori di costruzione della nuova chiesa di S.Maria Assunta di Faedis.
5. Ingrandimento di una delle monete sopracitate

(Per ingrandire le immagini cliccare sul numero)